iter

mercoledì, gennaio 02, 2008


scritto da: interlinea alle ore 14:24 | link | commenti
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domenica, novembre 30, 2003

 

 
 
 
child's MEMORY 2004
 
 
When a child dies, the 'conspiracy of silence' begins
 
 
Appello all' UNESCO
 
Infanzia, Patrimonio dell'Umanità
nadia & libera
 

 
LIBEROMANIFESTO
progetto in rete , a costo zero
per
 
 
"dire fare baciare lettera testamento "
è una "conta" che usavamo da bambini per "pagare pegno"..
usala come "scaletta" per  il tuo intervento o la  tua "dedica " o  il tuo "dono"

.....una poesia, una riflessione, un breve testo letterario o teatrale , una musica o un'immagine, un video...
tante gocce di sensibilità, creatività e attenzione che insieme produrranno una benefica pioggia "maieutica".

Tutti i contributi saranno composti in un CD multimediale che costituirà il filo conduttore  del
Convegno sull'Infanzia : " STELLE CADENTI: dire fare baciare lettera testamento"
che si terrà nel Veneto la prossima primavera a cura del M.C.E.
Partecipa inviando il tuo contributo in file allegato
majlab@alice.it
oggetto: LIBEROMANIFESTO
 
  
prime dediche 
new!

 
 
 
 
 incipit
 
 
VERONA 13 SETTEMBRE 2001
LA CASA DEL DOMANI

.....La casa del domani è un mondo che sta scegliendo da solo , con progressive allucinazioni distruttive, di autosopprimersi.Si sono rotti tutti gli equilibri di un ecosistema che era patria comune (ecumene) di donne e uomini giusti. La natura violentata e prostrata , non ha più energia per ristorare la dimora dell’ uomo
Con la stessa indecente follia con cui si è costruito a dismisura , con la stessa indecente follia si sta distruggendo il mondo .
E la vita dei bambini ….. il Futuro dell’Umanità, la giusta misura dei nostri passi…. è meta globale di tutte le aberrazioni umane , radunate in un nuovo terribile business : lo sfruttamento della loro debolezza e Vulnerabilità.
Possiamo ancora stare fermi?
 
 
NADIA SCARDEONI
 
m a j l a b
 
 

OUT

 


ITER
Quando l'amore vi chiama, seguitelo, anche se le sue strade sono ardue e ripide. E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui, anche se la spada celata tra le sue penne vi potrà ferire. E quando vi parla, credetegli, anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni e disperderli, come il vento del Nord, che devasta il vostro giardino. (K.Gibran)

Tra i banchi col cuore
Due libri, Carl Rogers e Stephanie Herzog disegnano  la scuola dell'utopia dove la creatività e l'espressività si mescolano all'autodisciplina
di Nadia Scardeoni Palumbo

La scuola è adeguata, è in grado di preparare individui o gruppi a vivere in un mondo caratterizzato da cambiamenti rapidissimi?  E' in grado di preparare a vivere in modo responsabile e socialmente aperto in un mondo di crescenti tensioni fra i popoli?
E' in grado di aggredire i problemi reali della vita contemporanea o si lascia imbavagliare da un tradizionalismo che porta al conformismo?  Questi  gli interrogativi che più di venti' anni fa Carl Rogers si poneva nel suo libro "Libertà nell'apprendimento", con il quale ebbi il mio primo incontro felice.

Viene un po' di tristezza nel constatare a distanza di tanti anni, come tali interrogativi posti allora fossero profetici e aperti ad una progettualità pedagogica che, con un'affermazione più vasta, avrebbe probabilmente contribuito a costruire maggiore autonomia e capacità critica negli alunni.  La scuola è posta di fronte a scelte decisive sul tipo di apprendimento da privilegiare.  Non un apprendimento "dal collo in su" - afferma Rogers - che coinvolge solo la mente e trascura l'intera personalità dell'alunno, proponendo fatti e situazioni lontani dal suo mondo e tali da divenire insignificanti, bensì un apprendimento basato sull'esperienza, capace di destare interessi vitali attraverso la partecipazione globale del soggetto, coinvolgendolo sul piano affettivo e stimolando il fascino della ricerca e della scoperta; con una reale e profonda incidenza che sia nutrimento della crescita globale della personalità, capace di modificare il comportamento.
Un apprendimento quindi integrato totalmente alle esperienze e agli interessi degli alunni basato sull'accettazione incondizionata della persona, aperto ai valori di cui ciascuno è  portatore.

Solo così si potenzia la sicurezza di se, la volontà di scoprire se stessi e di organizzarsi in forme  nuove ed originali. Solo così si conoscono le proprie inclinazioni e potenzialità, si affinano le capacità di costruire relazioni profonde, ci si apre alla volontà di conoscere l'altro, si coltiva la libertà psicologica e la  libertà d'espressione, ci si apre  al gioco delle percezioni, dei concetti, dei significati.
Il secondo incontro significativo è avvenuto per caso in libreria, con un piccolo libro azzurro cielo di Stephanie Herzog, intitolato : "Immagina che ...un cammino verso l'autodisciplina, la concentrazione, la creatività".
Nelle mie esperienze d'insegnamento è stato molto di più di un prezioso "ferro dei mestiere", ma la chiave di volta per incidere finalmente la crosta della banalità, della stereotipia espressiva sempre più elevata negli alunni videodipendenti.
La Herzog propone un metodo per attivare direttamente il "cuore" delle potenzialità espressive dei bambini.  I suoi racconti  fantastici che parlano di immensità,  leggerezza, calore, metamorfosi, proposti nel silenzio collettivo, mettono in viaggio verso sensazioni di  libertà,  stimolano la fantasia, suscitano memorie.
I sentimenti, le sensazioni, le emozioni zampillano come da una sorgente prendono forma nella totale libertà dei linguaggi; disegni, annotazioni, colori, poesie e intanto si costruisce la capacità di ascolto, la consapevolezza della propria interiorità, la gioia di comunicare e di compartecipare.  Non potrò mai dimenticare un bigliettino stazzonato in cui  un allievo alla sua prima esperienza scrisse: "Non credevo di poter essere così felice".

Palermo, 1993 "quattrocanti"

 
METTIAMOCI IN CERCHIO

e’ stato scritto nel 1993 e pubblicato su QUATTROCANTI a Palermo.  

Esiste una modalità, suffragata dalla psicologia, che, più di qualsiasi altra, dispone e apre alla fertilità comunicativa, al fare-comune ed è il ... mettersi in cerchio:
There exists a form, supported by psychology, that more than any other, opens us to communicative fertility, to collective action and that  is … forming a circle:

"Quando gli uomini si devono mettere d'accordo, formano un cerchio quasi per una legge segreta".
“When men must agree, they form a circle maybe for a secret law.”

In cerchio ci si afferma con pari dignità, si converge verso un obiettivo comune, si abbraccia e tutela il patrimonio condiviso, si retrocede per esserepiù accoglienti, è ininfluente il posto che si occupa.
In a circle one affirms with equal dignity, people converge toward a common objective, people hug each other and care about their shared patrimony, they pull back to be more welcoming, And no importance is placed on the post that one occupies.

Mettersi in cerchio vuol dire saper perdere la propria centralità, essere aperti ai valori di cui ciascuno è portatore, accettare l'altro senza condizioni.
Forming a circle means knowing how to lose one’s own centrality, to be open to the values which each one brings, to accept the other without any conditions.

Il cerchio non ha inizio e non ha fine, comincia e termina dappertutto, ricurvo in sé stesso è una figura sincera, forte, concorde.
The circle has neither a beginning nor an end, it begins and ends everywhere, it curves into itself and it  is a sincere, strong, harmonious  figure.

Il cerchio è : ruota, movimento, energia, flusso, ciclo, continuità, sole, terra, ovulo …VITA
The circle is: wheel, movement ,energy, flowing, cycle, continuity, sun, earth, ovum….. LIFE

Questa immagine è dedicata a tutti coloro che amano ancora mettersi in gioco, alimentando dentro di sé il "germe" prezioso della relazione solidale.
This image is dedicated to all who still love to work together, nurturing within themselves the precious germ of community relations.

"La mia follia mi ha protetto, da sempre, dalle seduzioni dell'élite. Mai mi sono creduto il felice proprietario di un talento." (J.P. Sartre)
“My craziness has protected me, always, from the seduction of the elite, I have never believed that I was the happy possessor  of any talent.” (JP Sartre)
Verona, 13 settembre 1993 (Quattrocanti)


Scuola e Democrazia
1993
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/docu.html
.....Ad una scuola che ci appare sempre più concausa di malessere è oggi doveroso chiedere con forza di essere l'agenzia primaria, la più estesa e la più diffusa, di prevenzione del disagio.
Un disagio che si esprime con l'abbandono e la mortalità scolastica, l'individualismo, l'emarginazione, la tossicodipendenza, la caduta di riferimenti valoriali; "un disagio che non può essere interpretato come colpa ma come espressione di bisogni" (Don Luigi Ciotti) Non ci sfugge che i costi della prevenzione siano alti,
ma sono il solo investimento possibile per convertirci ad un futuro vivibile, diverso da quello annunciato
E’' il costo della speranza che si impone all'ottusità dei costi del contenimento, della punizione, delle toppe immediate.

EDUCARE
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/educare.html
1994

"Giustificati" dalle necessità di un modello esistenziale che, via via, ha emarginato la relazione umana alterandone i tempi e gli spazi vitali, stiamo sottraendo all’infanzia di oggi, i luoghi e i tempi del silenzio, dell’ascolto, del desiderio, dell’attesa, del sogno, della fantasia e offriamo in cambio, una tavola perennemente imbandita di surrogati e di protesi accattivanti, inesauribili proprio per la loro intima inidoneità ad essere costruttivi e gratificanti.
Quanti semi di questa incuria educativa hanno prodotto inerzia, fragilità, solitudine….. frutti del malessere e della devianza?


La creatività quale risorsa fondamentale nell'economia dell'esistenza.
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/crea.html
1995
Vogliamo provare a mettere insieme i dati, le cifre dell'emarginazione giovanile, delle tossicodipendenze, della microcriminalità, dell'evasione scolastica, del disagio scolastico diffuso, delle fughe, delle violenze
fisiche, sessuali, dei suicidi, affinché questi fattori di strapotente negatività ci interpellino con più urgenza?

E quanto ritardo in una scuola sempre più inadeguata a dare risposte significative e soluzione alle difficoltà che la classe degli utenti incontra nel costituirsi come soggetti pensanti, autonomi, creativi, capaci di liberare le proprie risorse affinché il già difficile inserimento nel mondo del lavoro non sia l'ultima tappa dell'alienazione di sé, ma luogo dell'autorealizzazione, dell'esercizio dell'intelligenza e della volontà di cooperazione, luogo dell'uomo totale e non dell'uomo decapitato e reso "funzione" dentro la disarticolazione della frammentazione esistenziale? Allora io voglio fare un sogno per chi oggi ha meno titoli per sognare e per guardare al futuro.......


I ponti di Alex

(prefazione a "Alex Langer: non siate tristi continuate", Edizioni della Battaglia, settembre 1995)
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/ponti.html
SETTEMBRE 95

Vive la prassi dell’uomo che ha individuato nella relazione la struttura esistenziale fondamentale, irrinunciabile nesso per interpretare le lacerazioni e le contraddizioni che generano i processi autodistruttivi dell’uomo che rompe l’unità con se stesso, con i suoi vincoli affettivi, con le sue radici storiche, con il prossimo praticato, con i suoi mezzi di sostentamento, con lo spazio vitale, con le istituzioni.
Delinea un ecosistema pacifico, non protocollabile, ma frutto della volontà degli uomini consapevoli di
condividere l’avventura umana, capaci di misurarsi con i propri limiti, pronti a morire quando giunge la propria ora.
Alex è soprattutto un uomo di scienza, di una scienza nuova, ardua, necessaria, costosa perché impraticabile se non a partire da se stessi: "l’ingegneria delle risorse umane", l’ultima speranza e l’ultimo baluardo contro l’ingegneria dell’alienazione "virtuale" che divide, dissipandolo, il cuore dell’uomo.

"Gli insegnamenti di Alex Langer"
(Postfazione)
Verona, 2 novembre 1995
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/alex.html
Che cosa ha voluto dirci Alex
in questo suo continuo spezzarsi di fronte all'ambiguità di un mondo politico che, non solo non costruisce e quindi non sorregge i ponti che sono necessari per superare i grandi solchi che separano l'uomo da se stesso, la vita dalla morte, la pace dalla guerra, l'amore dal vuoto d'amore, se non che lui non ha tollerato tutto questo.
Non l'ha tollerato a tal punto che, nel momento in cui tutti i rivoli si sono ingrossati fino a diventare un grande fiume in piena, la furia delle acque, un tempo terse e gorgoglianti dentro argini frondosi, ha travolto tutti i ponti, senza risparmiare quell'ultimo esile, nodoso, palpitante arco che un ramo di albicocco aveva formato con il peso ormai leggero del corpo di Alex.


3 LUGLIO 1996
Inviato al Parlamento Europeo il 3 luglio 1996.
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/3luglio.html
Guardiamo l'età dell'innocenza, la stagione della vita in cui l'energia vitale, pura come in ogni alba chiede solo di disvelarsi.Lo sguardo è chiaro e dritto, il gesto è armonico, il cuore s'incendia con sincerità, è tutto uno zampillare argentino verso un'estensione di sé che trattenga e accompagni una misteriosa gioia di vivere. E poi cosa accade? Arrivano compatte le scienze esatte. ........
  
Io credo che sia ora di fermarci. Così per un puro atto di intelligenza. Fermiamoci senza che ci sia un lutto, un cataclisma, una guerra a metterci a nudo di fronte alla nostra stupidità. C'è una speranza? Forse si. Io credo nell'artista. Nell'artista che non vende la propria opera ma la dona.Per quella sapienza che gli fa svelare la fonte di un inesauribile benessere: la comunicazione di sé, il fare comune.

Un pagano con la fede
1996
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/latouche2.html
NS.
Cosa accadrà se non adeguiamo le tecniche pedagogiche alla necessità di erigere una diga contro il flusso estraniante della globalizzazione? Come porsi, preventivamente ai ripari da un superamento della relazione umana, decontestualizzata fino alle estreme conseguenze dalla telematica? Quale tipo di materialismo virtuale sta invadendo la mente sottraendo al cuore i suoi prodigi: i nostri sentimenti, le nostre emozioni?


FORSE (Per la morte di Don Dossetti)
DIC 1996
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/pace.html
Tu venivi dal silenzio, noi venivamo dal rumore.
Avevi un aspetto così diafano e tremante in quel lungo saio, che era quasi impossibile coniugare la tua presenza fisica alla energia tremenda delle tue parole.
Parole come mille mani esperte che scavavano fondamenta, come mille sguardi lucidi che fissavano gli orientamenti.
E piano piano, come per incanto, si andava ergendo con getti di materie luminose un'architettura chiara e trasparente in ogni suo nesso che vincolava tutti i nostri piccoli pezzi di vita e di verità ad un gesto che prima o poi abbiamo fatto o stiamo per fare o dobbiamo fare: camminare da soli.

Ora il Maestro va onorato con mille mani esperte e con mille sguardi lucidi

no war
1999

http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/no_war.htm

Che non ci caricheremo del peso morale terribile della morte di  centinai di migliaia di bambini
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/iraq.htm  
che ci hanno nascosto  presentandoci la guerra , pulita, asettica, come un videogame, al telegiornale ...mentra ci mangiamo una frittata.


Fiore del Kosovo
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/pace.html
Parole di pace
E' impossibile sottrarsi alla richiesta di tenerezza di questo sguardo.
Gli occhi, fermi come chiodi, di un cucciolo braccato.Ho elaborato la sua immagine... trasformandola in fiore.....
"un Fiore di Sangue"La goccia in fronte, è il segno indelebile della "casta" alla quale la mostruosità della guerra l'ha iscritta... per sempre

Sorpresa: vince Mr Satan!
FEBBRAIO 2001
Tutto in una notte: Una serie di mail ha lanciato Mr Satan al primo posto assoluto della nostra classifica!
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/mrsatan.html

Spesso ai diritti dei bambini non corrispondono i doveri  e i pensieri degli adulti.
Gli effetti discutibili della fruizione e manipolazione  della realtà virtuale sulla psiche infantile non  sono sufficientemente studiati  da chi fa prevenzione in ambito formativo
Il videogame non è un gioco è un "ordigno" e ......mi assumo la piena responsabilità di questa affermazione.
Ha la  caratteristica di non incontrare ostacoli alla realizzazione di ciò che la fantasia - qualsiasi fantasia : dalle più elevata alle più degradante - elabora in funzione  di  una  proposta ludica quasi sempre  prostituita al " business".
Al business tutto si  concde....anche la facoltà dell'onnipotenza  che , la gente di fede,  riservava in passato, solo  a Dio o agli dei.
 

sem terra
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/sem.html
5 MARZO 2000
La resistenza e' sempre il frutto di un percorso di ricerca e di speranza , nella consapevole certezza che il punto di riferimento ultimo rimane il bene inalienabile della dignità della vita umana in tutte le sue forme.La resistenza e' anche espressione non violenta della volonta' di sussistenza di valori comuni ed è spesso un "dovere" delle minoranze non elitarie.
Verona 11 aprile 2000

Ai sistemi meccanicistici dell'apprendimento ho riservato un'attenzione limitata perche' assolutamente convinta - come chiunque abbia presa coscienza della vacuità di una "cultura che sia volta prepotentemente alla perdita del nostro volto interiore" - che l'apprendimento qualitativamente significativo accada solo in presenza di un tessuto relazionale reale, attraverso il consolidamento di "immagini ipertestualizzate affettivamente".
Nei primi anni ottanta, gli studi e il lavoro sulla creatività', iniziati sui banchi di scuola, come insegnante di Educazione Artistica mi indussero a sperimentare tecniche didattiche completamente nuove.
La più significativa e, per certi versi rivoluzionaria, fu la sperimentazione dell' "Educazione al silenzio" che si impose dentro la didattica della materia nel momento in cui, a fronte di studi ed osservazioni costanti sul campo, ebbi la percezione stabile che una delle cause delle difficoltà espressive degli alunni era da individuarsi nella saturazione da "invasione dell'immaginario".

IL FUTURO …NON SIAMO NOI
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/futuro.html
" Alla William Woods University, nel Missouri, hanno scelto di andare contro corrente. L'ateneo compenserà in denaro gli studenti purché riprendano a frequentare concerti, spettacoli teatrali, incontri sportivi"……
L’ America ci precede nelle sperimentazioni ….".nel bene e nel male".Basterebbe prendere atto perché ………….è legittimo pensare al futuro anzi e’ doveroso. …..ma IL FUTURO NON SIAMO NOI.


LA CASA DEL DOMANI
VERONA 13 SETTEMBRE 2001
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/casadomani.html

La casa del domani è un mondo che sta scegliendo da solo , con progressive allucinazioni distruttive, di autosopprimersi.Si sono rotti tutti gli equilibri di un ecosistema che era patria comune (ecumene) di donne e uomini giusti. La natura violentata e prostrata , non ha più energia per ristorare la dimora dell’ uomo
Con la stessa indecente follia con cui si è costruito a dismisura , con la stessa indecente follia si sta distruggendo il mondo .
E la vita dei bambini ….. il Futuro dell’Umanità, la giusta misura dei nostri passi…. è meta globale di tutte le aberrazioni umane , radunate in un nuovo terribile business : lo sfruttamento della loro debolezza e Vulnerabilità. Possiamo ancora stare fermi?



L’anima degli anziani fra memoria e nostalgia
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/anima.html
Verona 21 settembre 2001

La ricerca dell’armonia è il frutto di una cura esistenziale sapiente e reca in sé un dono prezioso: la pace dell’anima l’armonia è allora il contrario della follia? E se l’arte , nella sua capacità di realizzare forme armoniche, ci affina percettivamente, può essere terapeutica? Qualcuno sa parlare della follia….con "composta scienza"? ovvero l’unità storica fisica psicologica spirituale della persona umana può essere colta da una radiografia alle circonvoluzioni cerebrali? Quanto dista la storia dei "libri di storia" dalla "storia vera"? Giovanna di Castiglia riceve una triplice condanna di follia a lungo termine ……
Il "potere" esercitato come forma di coercizione e di alienazione, velato e corroborato dalle istituzioni, esaspera induce alla reazione
 
.La radice della follia puo’ essere dunque una forma di reazione , fortemente connotata eticamente, e cioè ..ribellione?
Quanto dolore puo’ arrecare ad un animo aperto e sensibile un preordinato giudizio inquisitorio e il conseguente paradosso di una …. sorridente indulgenza?
L’epifania del tramonto della vita …puo’ indurre ad una più cedevole e saggia condotta relazionale?
Se invece di inquisire o far inquisire ci apriamo alla verità dell’altro , toccandolo con animo puro, vergine, immune da pregiudizi abbiamo una speranza di comporre una storia più autentica?
L’amore non recepito ….è l’amore più tradito????
I "sepolcri imbiancati" non sono la più cogente metafora del "vuoto d’amore"?
Il misconoscimento del " volto interiore ", può essere assunto come origine di massimo disagio relazionale ?
La follia …..cui prodest ?
 

Come te stesso
2001
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/comete.html
L'amore si alimenta nella relazione armonica delle identità .  E' soprattutto gioia della bellezza dell'altro....E' capacità di ascolto .
Se per "amore" ti dico solo ciò che io" voglio che tu sia" e non "chi sei"......ti condanno ad  un esilio dentro il tuo stesso corpo , dentro la tua anima.Nessuno desidera  sottrarsi alla possibilità di amare o di essere amato.....ma spesso molti amano "dire" l'amore piuttosto che agirlo ...e l'amore "detto" in maniera impropria porta alla  dissoluzione dei rapporti , offende, disunisce, violenta, uccide.....


Natale 2001
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/natale_2001.html
Cosa mettiamo sotto l'albero?
La "speranza"
affinchè la sete di dominio
che anima i conflitti, gli omicidi e le guerre
si plachi
e ricominci dall'essenzialità
di un bambino
che a piedi nudi
attraversa col suo gavettino vuoto
un confine immaginario fra il suo passato che non c'è più
e il suo futuro che
non siamo " Noi "

Buon Natale

DOVE ERAVAMO RIMASTI?
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/utopia.html

..."Carissimi amici , eccoci di fronte ad un nodo che ci terrà impegnati per un tempo non facilmente determinabile.....
Infatti, per scioglierlo,  non possiamo fruire delle facili scorciatoie dell' intelletto..... bensì percorrere e assumere su noi stessi le  spirali ondivaghe delle passioni  poichè sarà ..."quasi banale"  dimostrare che è una sorta di "passio cordis" l'energia di cui si sostanzia il  disegno Utopico.
Posto infatti  un concetto di Utopia che  ci soddisfi....chi di noi avrà una capacità di resistenza  consona  a ristabilirla nella propria e altrui coscienza se non chi ha la passione del cuore?
E ancora:" Se l' utopia può essere pensata come  un   ricettacolo "immateriale " di disegni e di beni condivisibili solo la  "vulnerabilità del cuore" potrà metterli insieme!

George Orwell
 
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/orwell.html

Dedico al maestro George Orwell , che mi ha accompagnata in una lunga traduzione della sua opera e del suo pensiero
Negli anni giovanili della ricerca , le pagine di Interlinea che lui ha sollecitato ……ovunque costruisco un pensiero resistente alla parafrasi:
"Tutti gli uomini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri"


In memoria ìi Rita Bartoli Costa

http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/in_memoria_di_rita_costa.htm

"La lotta dell'uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".( M. Kundera )
 

E tu Rita., ora, dove sei?
Il mio desiderio  è che tu sia, finalmente,  accanto alla Verità che hai invocato tanto e che pochi amano seguire.


Antonello da Messina, "honorabilis magister"

Ecco allora il senso di una possibile interpretazione:
 
"Il sacro nell'arte , così come ci appare in Antonello ...e' la capacita' di "silenzio" dell'autore. Silenzio dell'anima, silenzio del mondo esterno,  silenzio e pace interiore...... per affinare la materia" Nell'arte , come nella vita, molti  si cimentano a fare,  dire,  travisare , intascare ma..... pochi sanno realmente
"dare" oltre il visibile
......Eppure  niente e' più "comunicante" di questa capacita' dell'uomo di potersi astrarre dalla sua natura sensibile per  comporsi nel silenzio della sua veste spirituale e quindi farsi........ luogo del sacro

http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/concittadino.htm

 "Accoglienza  e ascolto del CONcittadino"

Ma ..nessun procedimento educativo si avvalora fuori della indicazione e della "passione per una  meta"  ....
Interlinea è soprattutto un luogo di  sogno e di costruzione di orizzonti....

 "IL LABORATORIO MAIEUTICO DI DANILO DOLCI"
(ENGLISH)


In un mondo sempre più conflittuale dove "altri" diversi da noi, si riversano sempre più numerosi nel nostro orizzonte geografico e culturale destabilizzando le certezze delle nostre abitudini e tradizioni culturali occorre rivisitare i concetti di : ecumene, relazione, convivenza, comunicazione, legalità, pace , democrazia , nazionalismo, individualismo, intolleranza, pregiudizio, illegalità, violenza, razzismo, al cospetto di "testimonianze luminose" e all'interno di un processo di apprendimento che possa coinvolgere creativamente e quindi più profondamente la partecipazione attiva dei soggetti.


Maieutica ......che passione

http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/maieutica.html

.................porsi in dialogo maieutico chiede coerenza assoluta nel nostro vissuto.
Chiede autentica attenzione verso "l'altro", chiede capacità di dono, di "spreco di sè" .....

Possso testimoniare che ...sperimentare il laboratorio maieutico , è una delle esperienze più affascinanti della ricerca educativa, ma anche la più complessa per la cura costante e la salvaguardia della dimensione affettiva-relazionale e dei riferimenti di valore che solo vasti orizzonti possono ospitare.


PICCOLI DOSSIER


child's MEMORY
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/childs_memory.htm


Existen niños músicos y pintores....
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/ninos.htm
Il tempo dell'Immoralità

MERCEDES SOSA, ARGENTINA:

L' infanzia non protetta genera  solo uomini disperati...donne disperate... Abbiamo la tremenda responsabilità di parlare di questo e di
pretendere che non ci siano più bambini per la strada oggetto di abuso, maltrattamenti e violenza.
 
GABRIEL GARCIA MARQUEZ, COLOMBIA:

Una educazione  non conforme e riflessiva, che ci ispiri un nuovo modo di pensare
e ci inciti a scoprire chi siamo in una società che abbia più amore per se stessa..
. Per il paese giusto e prospero che sognamo : alla portata dei bambini

ERNESTO SABATO, ARGENTINA:

Per ogni uomo è una vergogna, un crimine, che esistano 250 milioni di bambini sfruttati nel mondo.
In america latina ,  15 milioni sono i bambini sfruttati.
Lo stato di mancanza di protezione e di violenza alla quale sono esposti i piccoli ci dimostra tangibilmente che

 viviamo nel tempo della Immoralità

Situazioni che sembravano completamente finite, sono invece oggi sotto i nostri occhi.


CARLOS FUENTES, MEXICO:

Questa è la miseria, questi abissi di povertà che abbiamo ancora in America Latina,  vogliono dire che la vittima principale è l'infanzia.
Il primo problema che dobbiamo risolvere è quello delle risorse umane. Se non ci occupiamo di questo, vivremo sempre in ritardo.

E il centro di tutto sono i bambini che ci guardano e ci chiedono:
perchè avete sbagliato?? perchè avete equivocato?. perchè non avete fatto niente  quando potevate fare qualcosa?


THIAGO DE MELLO, BRASIL:

Il nuovo secolo si preannuncia, pieno di  ombre con milioni di bambini straccioni, affamati e malati, in cammino per la festa del suo arrivo,
condotti per mano dall'America Latina.
E' la nostra più profonda vergogna e la più dolorosa piaga.
Peggiore della violenza , della corruzione e della imperdonabile diseguaglianza sociale,
è l'abbandono dell'infanzia, che ferisce il nostro futuro e  macchia  la stessa grandezza della condizione umana


RIGOBERTA MENCHU, GUATEMALA:

Credo che  proprio i bambini indigeni abbiano un messaggio da dare al mondo...sono il frutto di una cultura millenaria, costudiscono saperi, e
io desidererei che un giorno tutti i bambini del mondo possano  fruire della loro esperienza e possano accedere a  questi saperi.
 
Jorge E. Adoum, ECUADOR:

Se vogliamo che i nostri figli , e i figli dei nostri figli , vivano senza  che nessuno li faccia  morire prima del tempo, occorre educarli fin da ora
all'esercizio dei loro diritti, affinchè  da adulti siano rispettati perchè hanno imparato ad essere rispettati."
 
ISABEL ALLENDE, CHILE:

La violenza più frequente, la più occulta e nel contempo la più difficile da sradicare , avviene nelle case .
Sei milioni dei nostri bambini soffrono di aggressioni fisiche dure. Vi rendete conto ?? Sei milioni.
 
ARTURO CORCUERA, PERÚ:

Esistono bambini musicisti e pittori , bimbi danzanti e canterini che non conosceranno mai le matite colorate, o un flauto dolce, la maschera e il
palcoscenico che reclama la loro fantasia.
Il mondo intero ha un debito infinito con i bambini, nel rispetto dei loro diritti.
 
MARIO BENEDETTI, URUGUAY:

Che cosa rimane da fare ai giovani ?

A loro rimane di non dire mai ...fine ( amen), di  non lasciare che gli uccidano l'amore, 
di recuperare la parola e l'utopia,
essere giovani senza fretta e senza memoria, mettersi in una storia che è la loro



Aspettando Danilo
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/dolci3.htm

madres y hijos
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/madres.htm
"Ustedes no nos matan, dijo, nosotros elegimos morir".....
"Muy geniales eran nuestros hijos y muy grandes".....

CHICOS
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/chicos.htm

la luna e la pace
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/luna_e_pace.htm
Infanzia: Diritti negati
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/infneg.html

Iraq, i bambini e la guerra
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/iraq.htm
8 marzo per bambine invisibili
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/bambine_invisibili.htm
Multiage classrooms
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/multiage_classrooms.htm

Intercultura...Interetnico....villaggio globale ...
sono solo alcuni aspetti del dinamismo delle concrezione sociali  che si stanno affermando, sollevando ovunque nuove pressanti domande agli educatori
Una coercizione didattica interessante , già utilizzata dal tempo-pieno , ma che potrebbe essere estesa flessibilmente anche ad alcuni moduli degli insegnamenti superiori , è quella che porta alla ideazione e formazione di
classi di apprendimento creativo omogenee per capacità, talenti,interessi, obiettivi  ed eterogenee per età .
Un esempio?
Le multiage classrooms
 
Dietro ogni scemo c'è un villaggio????
.Manuale minimo di sopravvivenza psichiatrica
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/dietro.htm

Ricordo che a un certo punto chiesi a Louise: "Di cosa hai bisogno? Cosa ti può aiutare?" Louise rispose: "Vorrei essere un bruco e strisciare sul pavimento. Vorrei che ci fosse qualcuno, ma non vorrei che mi fermasse, mi tirasse su, mi impedisse di farlo. Vorrei che questo qualcuno stesse lì a guardarmi, senza intervenire". Ricordo che dissi: "Forse così quel bruco potrebbe diventare una farfalle !?" Louise mi guardò, sorrise e non disse più nulla.
Cosa occorreva a Louise? Un testimone! Quanto può essere lontano questo aiuto da ciò che aveva avuto dai suoi terapeuti (e che milioni di altri individui hanno dagli specialisti della salute mentale). Anche quando ti lasciano strisciare per terra, non c'é nessuno che ti guarda, che ti è testimone. L'unica attenzione che puoi sperare è che ti scansino nel loro via vai quotidiano.

NADIA SCARDEONI
25 DICEMBRE 2004


,,,,,Coltivo una rosa bianca
a luglio come a gennaio
per ogni
amico sincero
che mi porge la sua mano
e per colui che mi strappa
il cuore col quale vivo
né cardi né ortiche coltivo
coltivo la rosa bianca,,,,,
José Marti (poeta e rivoluzionario cubano dell'800)
 
SEI TU
POESIA
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/poesia.html

Muori e risorgi ogni giorno
Albasplendente
Nel cuore degli innocenti
allegati


A testa in giù

Nei paesi più poveri della Terra i bambini, per imparare a vivere, devono frequentare la "scuola del mondo alla rovescia", dove apprendono che la povertà è un giusto castigo per l’inefficienza; che la disuguaglianza è una legge naturale che ha come corollari il razzismo e il maschilismo; che la realtà è quella che si vede in televisione; che il crimine è nero o giallo o di altri colori, ma mai- o quasi- bianco, e così via. Il piano di studi prevede corsi obbligatori di impotenza, amnesia e rassegnazione, grazie ai quali gli oppressi del pianeta imparano a subire la realtà invece di cambiarla, a dimenticare il passato per permettere ai dittatori di ogni tempo di restare impuniti, ad accettare passivamente il futuro, perché tentare di immaginarselo è un vizio che viene regolarmente punito…
 
 
Educare
......"Giustificati" dalle necessità di un modello esistenziale che, via via, ha emarginato la relazione umana alterandone i tempi e gli spazi vitali, stiamo sottraendo all’infanzia di oggi, i luoghi e i tempi del silenzio, dell’ascolto, del desiderio, dell’attesa, del sogno, della fantasia e offriamo in cambio, una tavola perennemente imbandita di surrogati e di protesi accattivanti, inesauribili proprio per la loro intima inidoneità ad essere costruttivi e gratificanti.
Quanti semi di questa incuria educativa hanno prodotto inerzia, fragilità, solitudine….. frutti del malessere e della devianza?
Io credo che solo un progetto pedagogico che sia già terapeutico possa oggi produrre un’inversione radicale di tendenza dentro il sistema educativo, un progetto che accolga finalità che non siano decapitate in un funzionalismo cieco e deprivante ma siano risposta sensibile ai bisogni reali della popolazione scolastica.Firenze, 13 marzo 1994/ di Nadia Scardeoni

Che tipo di scuola, per quale tipo di società.
.........però quando si cerca di rinnovare la scuola che è una istituzione che riflette la società non è la società che deve essere trainata dalla scuola. Deve, lei stessa , spingere in avanti , forgiare la storia del paese e non essere un carro trainato.
Dobbiamo fare i conti con i soldati di questo esercito. Quando ci si appresta ad una guerra la prima cosa è addestrare bene i soldati che la dovranno fare. Ora io non voglio paragonare la riforma della scuola ad una guerra. Ciò che io penso è che , se la scuola deve rinnovarsi , anche la società deve rinnovarsi. Occorre avere un modello di società di cui la scuola si faccia portatrice.
Oggi, in quale modello di società viviamo? E' una società democratica dove lo stato sociale è un valore condiviso e preminente?
Io voglio affermare che è importante avere un modello di società per avere un modello di scuola.
Nella scuola, fin dai primi anni delle elementari, quale uomo andiamo modellando? E' un uomo libero? E' un uomo che ragiona con la propria testa? E' un uomo sociale, capace di lavorare assieme agli altri, che sa anteporre il bene collettivo al proprio bene personale, che sa superare l'individualismo e l'egoismo, o è un uomo competitivo che considera i propri simili degli avversari da battere, un arrampicatore sociale dentro le logiche del potere e della sopraffazione?
Quale modello? Questo è il nodo da sciogliere. Che tipo di scuola, per quale tipo di società.
Io sono per una società democratica così come la descrive Popper, in cui tutti i poteri hanno delle responsabilità ma devono essere controllati da altri poteri, compresa la televisione.
Allora noi vogliamo impegnarci in un progetto che metta al centro il bambino che è l'uomo di domani.
Come deve sentirsi a scuola questo bambino? Ha diritto ad essere considerato una persona, un cittadino , ad avere accolte le sue esigenze? La scuola può , deve coltivare le sue tendenze positive, quelle della socialità, quelle dell'accoglienza dell'altro , uguale come diritti e come doveri ,seppure nella diversità che è nella natura di ciascuno ?
Tutti noi siamo naturalmente diversi ma uguali per diritti e per doveri. Questo è il senso del contributo che vogliamo dare a questa scuola che parla di rinnovamento, per poter creare una scuola che sia il luogo dove il bambino sta bene, si sente protagonista e può sviluppare tutte le sue capacità che sono tante: la sua intelligenza, la sua fantasia, la sua logica , la sua volontà di esprimersi. Mario Lodi

L'apprendimento creativo
......Ed é se non altro singolare che la scuola, l'istituto formativo per eccellenza, e tutta la comunità educativa, chiamate a promuovere processi formativi, idonei a sollecitare la crescita e l'autonomia della persona, siano state così a lungo insensibili verso "agenti diseducativi" così forti e deprivanti.
Eppure già vent'anni fa, Carl Rogers snidava la cellula più viva e palpitante dell'apprendimento creativo chiedendo soprattutto alla scuola di rispondere, non solo con i contenuti, ma, prioritariamente con i metodi, agli inquietanti interrogativi che si affacciavano sul panorama dell'esistenza. Interrogativi validi allora come ora e che qui riportiamo:
La scuola é in grado di preparare individui o gruppi a vivere in modo caratterizzato da cambiamenti rapidissimi?
E' in grado di preparare a vivere in modo responsabile e socialmente aperto, in un mondo di crescenti tensioni fra i popoli?
E' in grado di aggredire i problemi reali della vita contemporaneamente o si limita a trasmettere una cultura immobile, asfittica, inoperante?

Karl Rogers tratteggiava il "vademecum" di un apprendimento, non solo dal collo in su, che coinvolge solo la mente e trascura l'intera personalità dell'alunno, ponendo fatti e situazioni così lontani dal suo mondo da divenire insignificanti; bensì un apprendimento basato sull'esperienza, capace di destare interessi vitali, attraverso la partecipazione globale del soggetto, coinvolgendolo sul piano affettivo e atto a stimolare il fascino della ricerca, della scoperta autonoma; il solo capace di una reale e profonda incidenza nella modificazione del comportamento perché nutrimento idoneo alla crescita globale della personalità.
L'apprendimento creativo dunque, integrato all'esperienza e agli interessi vitali reali, aperto ai valori di cui ciascuno é portatore.
Solo così si potenzia la sicurezza di sé, la volontà di scoprire sé stessi e gli altri e di organizzarsi in forme nuove ed originali.
Solo così si conoscono le proprie inclinazioni e potenzialità, si affinano le capacità di costruire relazioni profonde, si coltiva la libertà di
espressione, ci si apre al gioco delle percezioni, di concetti, dei significati.
E' questa la creatività.
E quanto ritardo in una scuola sempre più inadeguata a dare risposte significative e soluzione alle difficoltà che la classe degli utenti incontra nel costituirsi come soggetti pensanti, autonomi, creativi, capaci di liberare le proprie risorse affinché il già difficile inserimento nel mondo del lavoro non sia l'ultima tappa dell'alienazione di sé, ma luogo dell'autorealizzazione, dell'esercizio dell'intelligenza e della volontà di cooperazione, luogo dell'uomo totale e non dell'uomo decapitato e reso "funzione" dentro la disarticolazione della frammentazione esistenziale?
Allora io voglio fare un sogno per chi oggi ha meno titoli per sognare e per guardare al futuro. Per i giovani. Per questi "giovani" osservati nelle tavole rotonde solo quando il loro disagio é così grande da bucare la cronaca, io sogno oltre che una scuola diversa, una cittadinanza diversa che si estenda oltre i margini del possesso e dell'utilità dove, come l'arte ci insegna, la relazione si faccia comunicazione e la fruizione dei beni sia più seduttiva del possesso.
Dove gli spazi abitativi possano assumere quella straordinaria proprietà di essere, oltre che il luogo funzionale alla vita quotidiana, struttura esistenziale; luoghi di crescita, di incontro, di relazione solidale stretta intorno alla tutela di un patrimonio comune. Dove la casa, rivendicando il diritto di ciascun uomo di nascere in una "dimora amica", sia un luogo protetto, posto a tutela della relazione.
La casa dell'abitare" dell'uomo, luogo di integrazione di pensieri, memorie, sogni. L'angolo del mondo da cui si parte ma a cui si ritorna, almeno nei desideri, per non essere "dispersi".

Ma, "il fondamento dell'avere" coniugato all'urgenza di provvedere agli
inurbamenti incontrollati, alla produzione, al consumo, ha creato un abisso fra la città e la casa dell'uomo quando, invece, "il rapporto dell'abitare e dell'edificare vincola in un unico destino la città sociale e la casa familiare".
Per questi abitatori delle città morenti, sotto il carico di una schizofrenica idea di progresso, sarà bene cercare "terapie" che consentano di coniugare tecnica e valori, affinché lo spazio geometrico lasci il posto allo spazio dell'uomo, affinché la città sia il luogo dove si rende possibile l'esplicazione delle vocazioni più diverse, attraverso la collaborazione e la comunicazione. "Un sistema di simboli affettivi piuttosto che funzionali, estetici piuttosto che matematici, etici piuttosto che solo tecnici."
Credo che disattendendo, come ancora accade, la soluzione di queste gravi problematiche sociali sia oggi quantomeno teorico guardare alla formazione, al lavoro, all'economia come a fattori di crescita, di progresso dell'uomo se non si interrompe il circolo vizioso che sta stringendo in una stretta mortale la maggiore risorsa umana: la libertà e la duttilità del pensiero. 30 agosto 1995
Nadia Scardeoni

"Dignità"
....Raccontano i nostri vecchi più vecchi che i primi di queste terre videro che i dzules, i potenti, vennero ad insegnarci la paura, vennero a far appassire i fiori e, affinché il fiore del potere potesse vivere, sciuparono il nostro fiore. Dicono i nostri più antichi che è marcia, la vita dei potenti, che il cuore dei loro fiori è morto, che lo strappano fino a romperlo, che distruggono e svuotano i fiori degli altri.
Raccontano e dicono i nostri predecessori che il primo fiore di queste terre, della terra prese il colore per non morire, che, piccolo, resistette e che nel suo cuore conservò il seme affinché, con il cuore come terra, un altro mondo nascesse. Non il mondo più antico, non il mondo che il potente faceva marcire.
Un altro mondo. Uno nuovo. Uno buono.
"Dignità" è il nome di quel primo fiore e deve molto camminare perché il seme incontri il cuore di tutti e, nella gran terra di tutti i colori, nasca finalmente quel mondo che tutti chiamano "domani".
da :Il colore della terra di S.I.Marcos

NOI SIAMO PARTE DELLA TERRA
"Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra e' sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ogni ronzio di insetti e' sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se' il ricordo dell'uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.
Quest'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e' solamente acqua, per noi e' qualcosa di immensamente significativo: e' il sangue dei nostri padri.
I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per fiumi
lo stesso affetto che dimostrerete ad un fratello. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano.
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera' tutta la terra e a lui non restera' che il deserto.
Non esiste un posto accessibile nelle citta' dell'uomo bianco. Non esiste un posto per vedere le foglie e i fiori sbocciare in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse e' perche' io sono un selvaggio e non posso capire. Il baccano sembra insultare le orecchie. E quale interesse puo' avere l'uomo a vivere senza ascoltare il rumore delle capre che succhiano l'erba o il chiacchierio delle rane, la notte, attorno ad uno stagno?
Io sono un uomo rosso e non capisco. L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccia dello stagno, e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacche' tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stesa aria. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come un uomo che impiega parecchi giorni a morire resta insensibile alle punture. Ma se noi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordare che l'aria per noi e' preziosa, che l'aria divide il suo spirito con tutti quelli che fa vivere....."Capo Seattle"
 
Richiesta di senso..
......Ma Alex ci ha detto anche che non possiamo dire tutto questo da soli.
L'ha detto a Petra Kelly, dopo la sua morte: "troppe sono le attese che ci si sente addosso, troppe le inadempienze e le delusioni. Troppo grande il carico d'amore per l'umanità e di amori umani che si intrecciano e non si risolvono, troppa la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si riesce a compiere."
E allora il ponte da sorreggere , fra Alex e la sua storia, tutti l'abbiamo capito, è un ponte che non verrà mai edificato se non con una forte richiesta di senso della nostra vita, nel legame indissolubile di: " io e te" e "noi e gli altri" per costruire ciò che è giusto. Che cosa è giusto, Alex?

Tu, ci stai dicendo che è giusto qualsiasi atto di buona volontà, singolo o collettivo, che converta la logica stupida di un mondo che ha incarcerato i nostri pensieri, i nostri silenzi, le nostre soste, i nostri desideri, la nostra fantasia, i nostri sogni.
Ci hai reso consapevoli dell'esistenza di un limite che ci basti Ci hai detto che è bello donare il superfluo.
Che la libertà è fruire più che possedere
Che la storia degli uomini è preziosa e ci inchioda
Che il dialogo pacifico non conosce le differenze e infine
Che il governo degli uomini è un'arte pudica che solo pochi conoscono.
Tu ci hai dedicato tanta attenzione Alex, lascia allora che anche noi ti facciamo una dedica:

" .....e non lasciate che chi ha mani sterili partecipi alle vostre transazioni, perché costoro venderebbero le loro chiacchiere per la vostra fatica." Nadia Scardeoni

I SETTE ASPETTI DELLA NUOVA COSCIENZA
II grande compito, la grande sfida del nostro tempo è cambiare se stessi. Vorrei fare un elenco di sette caratteristiche della nuova visione, della nuova coscienza, perché è possibile acquisirla, tutti possono evolvere, tante persone l'hanno già ed è diventata una conditio sine qua non della nostra sopravvivenza sulla Terra
La prima caratteristica è l'olismo, la visione distica, per contrastare la visione frammentaria, disciplinaria, atomistica, che separa tutto: la mente dalla natura, l'uomo e la società dalla biosfera, e tutti i campi della realtà l'uno dall'altro.La visione oli-stica è proprio quella comprensione unitaria che si sta sperimentando nei vari centri per la coscienza planetaria intorno al mondo, ed è una caratteristica fondamentale della nuova coscienza.
La seconda è il pensiero trasversale, globale, tra i due emisferi e tra i tre cervelli: non pensare sempre con l'emisfero sinistro razionale, o essere dipendenti solo dall'emisfero destro, quello più creativo e mistico e meno orientato all'uso della lingua.Disogna avere la possibilità di muoversi, in modo armonico e fluido, tra l'uno e l'altro, utilizzare l'interezza delle nostre potenzialità.Questa è la base della vera creatività.
Terzo è la valorizzazione della comunicazione, non solamente possedere delle conoscenze, ma comunicarle. Comunicare è sicuramente la legge della vita e di tutta l'evoluzione. Questa possibilità di valorizzazione del comunicare, di condividere le esperienze, le idee è una caratteristica della nuova coscienza.
Quarto, lo stile di vita semplice. C'è un nuovo movimento verso la semplicità -non di chi è dominato da un movente economico, "siamo troppo poveri per non essere semplici" - ma la semplicità volontaria, scegliere di vivere in maniera più semplice e naturale, senza tutto questo eccesso attorno a noi nella civiltà occidentale. Questo è un movimento per il consumo responsabile, ecologico, etico molto rapido e forte nei Paesi cosiddetti industriali, e speriamo che dia una spinta di sviluppo anche negli altri Paesi.
Il quinto è la spiritualità, il rinascimento della nuova spiritualità. E' molto interessante, molti maestri, saggi e lama possono fare da guida. Questa spiritualità viene dall'antichità, ha migliala di anni, e non localizza la divinità fuori dalla natura e dall'uomo, ma dentro: tutto è divino e siamo tutti collegati attraverso questa divinità. Anche questo è un movimento in crescita ed è una grande speranza per il futuro.
Sesto è riscoprire la salute globale, individuale, il movimento verso i cibi naturali, l'ecologia, l'ambiente sano, l'unità dell'uomo con il suo ambiente per ritrovare la salute in un senso molto complesso e olistico, non soltanto come assenza di malattia, così come la pace non è solo l'assenza della guerra ma una totalità, un funzionamento del sistema al suo livello ottimale.
Settimo è la coscienzaplanetaria. Imparare a sentirsi parte del sistema Terra, passare da una vita locale ed egocentrica ad una visione globale, planetaria. E' importante comprendere la bellezza e la complessità della rete ecosistemica e umana che forma l'intero pianeta, Gaia. Le sue leggi, le sue difficoltà, gli ostacoli al suo sviluppo armonico. Allargare il nostro punto di vista, usare la tolleranza, l'etica per superare ingiustizie e fanatismi, per un futuro planetario umano e sostenibile.
Concludendo, penso che tutte le attività pratiche e culturali che avvengono nei centri per la coscienza planetaria sparsi in tutto il mondo, esprimano la nuova coscienza.
E' importante perché la nuova coscienza si sviluppa attraverso la sperimentazione, sperimentare come vivere in questo modo, non solo pensarci in modo astratto, ma viverci dentro. ...
di Ervin Laszlo

per

orti & giardini


 

 

scritto da: interlinea alle ore 11:11 | link | commenti
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